Il rialzo del petrolio fa le prime vittime...
Il Dipartimento del Commercio U.S.A. ha rilasciato oggi i dati delle vendite al consumo di marzo, che hanno visto un rialzo dello 0,3%, contro aspettative dello 0,8%. Il dato peraltro si è manifestato in tutta la sua pochezza se consideriamo che è stato "drogato" dal settore auto, che è cresciuto dello 0,7%. Escludendo infatti il settore auto, il dato rilasciato dal Dipartimento si sarebbe attestato su un misero 0,1%...un dato così basso non si registrava dall'aprile 2004. Ovviamente secondo la maggior parte degli analisti macroeconomici, il dato riflette in pieno l'aumento del brent, che ha spinto al rialzo tutti i prezzi del settore energetico, dando un duro colpo alla propensione al consumo degli americani, stangati da rialzi fuori norma. Un simile episodio si manifestò anche nel 2004, ma un successivo calo delle quotazioni del brent unito ad una rinnovata fiducia dei consumtori, scongiurò un nuovo "soft landing" dell'economia. Oggi ci si interroga sul significato di questo dato, che sembra aprire nuovi dubbi sulla sostenibilità degli attuali tassi di crescita del P.I.L. nel nuovo periodo, soprattutto in considerazione del fatto che un'eventuale calo anche oltre oceano, potrebbe rallentare l'export innescando sovra-produzione della grande economia USA, che paradossalmente potrebbe innescare un calo dei prezzi unito ad un calo della produzione industriale. E' molto prematuro parlare di rallentamento dell'economia reale, ma il nervosismo innescato dal dato rilasciato oggi è salutato con particolare pessimismo dai listini USA, che vedono il DJ sotto dello 0,7% ed il Nasdaq negativo di oltre 1 punto percentuale. Rallentamento o no, il trimestre attuale si è sicuramente aperto con estrema cautela.
