Preoccupa il nuovo rialzo del greggio
Sale nuovamente il prezzo del greggio dopo la diffusione di un report del Dipartimento dell'Energia Americano (DOE), diffuso ieri. Secondo il report, la domanda di greggio salirà nel 2005 del 2,5%, attestandosi a 84,7 milioni di barili al giorno...una cifra impressionante rispetto agli anni precedenti, che sta portando un crescente nervosismo non solo nel comparto delle materie prima, ma anche di riflesso sui mercati finanziari e valutari. Contrariamente a tutte le teorie cicliche sul comportamento delle "commodities", il prezzo del greggio si sta mantenendo troppo alto per un periodo troppo elevato, minacciando spinte inflazionistiche non solo negli U.S.A., ma anche e soprattutto in Europa, che attualmente allontana il pericolo di inflazione importata (e lo shock relativo) solo grazie ad un nuovo contestuale scivolone del dollaro, rendendo il balzo del brent tutto sommato più tenue di quello che in realtà dovrebbe essere per l'Area Euro. I futures di Aprile sul greggio stanno (mentre scrivo), portando a casa un rialzo di circa l'1,6%, attestandosi a 55,45$ al barile a New York. Gli analisti sono preoccupati da questo nuovo rialzo in quanto, mentre i rialzi del 2004 sono stati in parte giustificati dalla "crisi petrolifera irachena" e dalla corsa alle scorte di brent da parte della Cina, i recenti rialzi sembrano non trovare conferma nelle motivazioni del 2004, spingendo gli operatori verso la conclusione che gli attuali movimenti in atto siano per lo più dettati non solo da un'incontrollabile (e non prevedibile) speculazione sul brent, ma anche e soprattutto dalla percezione che agli attuali livelli di quotazione, il prezzo del petrolio possa trovare un effettiva situazione di equilibrio tra domanda e offerta. Questo nervosismo è alla base della giornaliera flessione degli indici Americani, che vedono il Dow Jones lasciare sul terreno lo 0,6%, mentre il Nasdaq sta arretrando dello 0,2%, in una seduta tutto sommato moderatamente volatile.
