domenica, maggio 14, 2006

Quali sono le differenti "fasi" di studio di un farmaco?

Abbiamo già parlato più volte nel blog di titoli farmaceutici, citando le fasi I, II e III di studio di un farmaco. Ma che cosa si intende per queste fasi e quali sono le loro specificità? Vediamole brevemente insieme.

FASE 1: nei test clinici di fase 1, i ricercatori provano un nuovo farmaco o trattamento in un piccolo gruppo di persone (20-80) per la prima volta per testare la sua sicurezza nell'uso, determinare un range di dosaggio sicuro, e identificare eventuali effetti collaterali.

FASE 2: nei test clinici di fase 2, i ricercatori provano il farmaco o il trattamento su un numero più alto di persone (100-300) per vedere se è efficace e per esaminare ulteriormente la sua sicurezza clinica.

FASE 3: nei testi clinici di fase 3, i ricercatori provano il farmaco o il trattamento su un numero molto elevato di persone (1000-3000) per confermare la sua efficacia, monitorare gli eventuali effetti collaterali, confrontarlo con i trattamenti o farmaci attualmente in uso, e raccogliere ulteriori informazioni che consentano un uso quanto più sicuro del farmaco.

Queste fasi sono definite dalla Food and Drug Adminstration (FDA), l'organismo americano che si occupa di proteggere la salute pubblica e regolamentare le medicine, gli apparecchi medicali, gli alimentari e i cosmetici negli Stati Uniti (alla stregua dell'Istituto Superiore di Sanità in Italia).

mercoledì, aprile 13, 2005

Il rialzo del petrolio fa le prime vittime...

Il Dipartimento del Commercio U.S.A. ha rilasciato oggi i dati delle vendite al consumo di marzo, che hanno visto un rialzo dello 0,3%, contro aspettative dello 0,8%. Il dato peraltro si è manifestato in tutta la sua pochezza se consideriamo che è stato "drogato" dal settore auto, che è cresciuto dello 0,7%. Escludendo infatti il settore auto, il dato rilasciato dal Dipartimento si sarebbe attestato su un misero 0,1%...un dato così basso non si registrava dall'aprile 2004. Ovviamente secondo la maggior parte degli analisti macroeconomici, il dato riflette in pieno l'aumento del brent, che ha spinto al rialzo tutti i prezzi del settore energetico, dando un duro colpo alla propensione al consumo degli americani, stangati da rialzi fuori norma. Un simile episodio si manifestò anche nel 2004, ma un successivo calo delle quotazioni del brent unito ad una rinnovata fiducia dei consumtori, scongiurò un nuovo "soft landing" dell'economia. Oggi ci si interroga sul significato di questo dato, che sembra aprire nuovi dubbi sulla sostenibilità degli attuali tassi di crescita del P.I.L. nel nuovo periodo, soprattutto in considerazione del fatto che un'eventuale calo anche oltre oceano, potrebbe rallentare l'export innescando sovra-produzione della grande economia USA, che paradossalmente potrebbe innescare un calo dei prezzi unito ad un calo della produzione industriale. E' molto prematuro parlare di rallentamento dell'economia reale, ma il nervosismo innescato dal dato rilasciato oggi è salutato con particolare pessimismo dai listini USA, che vedono il DJ sotto dello 0,7% ed il Nasdaq negativo di oltre 1 punto percentuale. Rallentamento o no, il trimestre attuale si è sicuramente aperto con estrema cautela.

martedì, marzo 22, 2005

Nuovo rialzo dei tassi da parte della FED...

Con una mossa del tutto aspettata, la Federal Reserve ha alzato, qualche minuto fa, i tassi d'interesse dei Fed Funds al 2,75%, incrementando di un quarto di punto il livello precedente. Con questa mossa Alan Greenspan cerca di dare equilibrio e sostenibilità alla crescita economica, aumentando gradualmente i tassi ogni volta che la crescita del PIL fa temere una leggera pressione inflazionistica. Per la verità le spinte inflazionistiche, seppur poco preoccupanti nel lungo periodo, appaiono di recente molto accese nel breve, spinte tra l'altro dal recente aumento del greggio, che ha toccato i 57$ al barile, paventando la minaccia di inflazione da costi. Anche se la FED ha parlato di aumenti graduali con l'andamento dell'economia, non è escluso che un ribasso eventuale del greggio possa far pensare che l'aumento di 1/4 di punto portato a compimento con costanza dalla Federal Reserve, possa nel breve periodo trovare dei momenti di stasi, e dare respiro alla componente del prodotto interno lordo dettata dai consumi e dagli investimenti delle imprese. D'obbligo a questo punto un attento monitoraggio del dollaro, che con gli attuali tassi d'interesse vs euro e con le aspettative in atto, potrebbe riprendere terreno e mostrare segni di sostanziale apprezzamento.